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Evidenza / GDR

L’imprevedibile resurrezione di Dungeons & Dragons

L’imprevedibile resurrezione di Dungeons & Dragons
Articolo pubblicato in origine sulla webzine Downtobaker.com

Lo psicologo clinico Jon Freeman si sentiva esausto. Trascorreva le proprie ore di lavoro in un ufficio aziendale di Manhattan, gestendo decine di assistenti ricercatori che sperimentavano prodotti farmaceutici su persone con disturbi d’ansia, di depressione e di insonnia. Nella ricerca disperata di un via di fuga, si accorse presto che sua figlia, spesso, non aveva nulla da fare dopo scuola. Come tutti i pomeriggi avrebbe raccolto il controller Nintendo Wii, sgusciando “in quel suo mondo di isolamento digitale,” come ricorda Freeman. Di tanto in tanto riusciva a richiamarla a un’esistenza più sociale attraverso l’utilizzo di giochi da tavolo. “Allora mi venne questa idea: perché non allargare l’espediente su di una scala più ampia? Non potrei estendere l’iniziativa all’intero vicinato?”

Freeman si dimise dal suo lavoro, e poco dopo, nel 2011, i primi clienti – inizialmente gli amici della figlia – cominciarono a far capolino nel circolo-caffetteria a base di giochi di società appena fondato, il Brooklyn Strategist. Quei bambini, assieme ai loro genitori, ebbero la possibilità di sedersi in santa pace a farsi una partita, sia ad alcuni giochi classici che a nuovi e mai visti prima, davanti a un piatto vegetariano e a una centrifuga allo zenzero freschi di preparazione. Facendo riferimento alla sua esperienza nei laboratori di ricerca, Freeman iniziò ad associare i test di abilità cognitiva ai giochi messi a disposizione; così iniziò a classificare i passatempi in rapporto alle funzionalità cerebrali dei partecipanti.

Un giorno, un ragazzino stufo di un gioco incentrato solo sui numeri delle statistiche sportive chiese a Freeman se avesse mai sentito parlare del gioco di ruolo (da adesso in poi GDR) Dungeons & Dragons e se potessero prima o poi combinare una partita insieme. Il GDR, per quei pochi che ancora non lo sapessero, non comprenderebbe né tabellone né alcun altro accessorio di gioco. Anche se capita ai giocatori di ricorrere a mappe e ai dadi (questi necessari nella maggior parte dei regolamenti). Nella sua forma tipica, un GDR è una storia che si crea e si racconta passo dopo passo tra i partecipanti che interpretano, o controllano, i loro rispettivi personaggi (elfi, nani, mezzuomini o esseri umani) e il Dungeon Master, che utilizza i dadi per determinare la casistica e per descrivere loro l’evolversi del mondo immaginario, in seconda persona (“Ti imbatti in una banda di orchi che viaggia sulla strada principale. Che cosa fai?”). Freeman rifiutò la proposta per un paio di settimane – il gioco gli appariva troppo aperto e casuale e sembrava non presentare alcun vantaggio di tipo cognitivo. Il giovane cliente insistette: salì nella soffitta dei suoi genitori e rispolverò tutti i vecchi manuali di D&D che possedeva, quindi buttò giù un’avventura breve e adatta all’occasione. “Ho scritto qualcosa che dia un assaggio il più completo possibile,” disse a Freeman, “Era la tipica esplorazione di una segreta, qualche combattimento contro i mostri. Cavoli! Se lo sono divorato,” commentò dopo la prima partita. Qualche mese dopo, uno dei genitori fermò Freeman per strada con gli occhi lucidi. “Come ci sta riuscendo?” gli chiese una madre visibilmente emozionata. Il figlio era dislessico e aveva partecipato alle sessioni di GDR del Brooklyn Strategist solo per un paio di settimane. Prima di cominciare a giocare a D&D, il ragazzo non era in grado di concentrarsi sulla scrittura per più di pochi secondi. Ora stava sveglio tutta la notte a redigere in un quaderno infinite storie basate sul suo personaggio fantasy. “Di qualunque cosa si tratti, la supplico, la imbottigli e la venda,” concluse la madre abbracciando Freeman.

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Freeman acquistò uno spazio definitivo nel 2012, ampliando il servizio bar con una macchina professionale da caffè. Pochi mesi dopo, Gygax, la rivista dedicata al co-creatore di Dungeons & Dragons Gary Gygax, che aveva nel frattempo chiuso i battenti, scelse il Brooklyn Strategist per l’evento di rilancio nelle pubblicazioni. Un giornalista di Wired, inviato per scrivere dell’avvento dei nuovi numeri, chiese ai fondatori della rivista che senso avesse sprecare risorse ed energie in una pubblicazione di questo genere (per non parlare di un negozio simile a quello di Freeman) quando “Non sono i videogiochi, e non Dungeons and Dragons o gli altri RPG, ad attirare tutta l’attenzione del mercato, ai giorni nostri?” Ma quell’attenzione, così pareva, si stava spostando. Due popolari programmi a tema GDR, “The Adventure Zone” e “Critical Role”, fecero sì che i clienti più affezionati di Freeman si presentassero letteralmente in ginocchio a supplicare più spazio per Dungeons & Dragons all’interno delle attività del club. In breve tempo, Freeman fu costretto ad assumere una mezza dozzina di Dungeon Master stipendiati per fare fronte alla moltitudine di ragazzi assetati di GDR tradizionale. Negli ultimi anni ha iniziato a formare altri Dungeon Master volontari per far giocare le medesime avventure agli adulti, che si concedono tutti i santi giovedì per calarsi nella parte e sconfiggere schiere di goblin, aggirando i trabocchetti più mortali di manieri incantati, davanti a un calice di vino selezionato.

Le serate all’insegna di Dungeons & Dragons si sono diffuse a macchia d’olio nelle aule scolastiche e nei negozi di giochi di tutto il paese. Per quaranta dollari a Portland, nell’Oregon, è possibile accedere a Orcs! Orcs! Orcs!, un ristorante che riproduce nel dettaglio una vera taverna fantasy in cui è possibile partecipare a sessioni di D&D e gustarne le prelibatezze artigianali dal menu. Qualche serata particolare è stata teatro di “boccaloni di birra nanica” e di “un maiale intero allo spiedo”. Nel Massachusetts, che ci siano neve o sole cocente, i campeggi a tema GDR, i cosiddetti Guard Up, offrono ai bambini la possibilità di inseguirsi l’un l’altro attraverso i campi di Burlington con spade di gommapiuma e Nerf Blaster, alternando lo studio al divertimento. Ogni estate, in uno di questi campeggi, romanzi come “La fattoria degli animali” o “Ventimila leghe sotto i mari” vengono adattati in un’ironica versione caratterizzata da un’invasione zombie e tutte le parti sono interpretate dagli iscritti. In un altro campeggio, nei momenti morti oppure di pausa, accade che appaia un Gandalf sulla pista di atletica a dare lezioni di ginnastica. “Alcuni genitori si sono molto arrabbiati con me,” continua Freeman, che negli ultimi tempi []

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