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fantasy

“Il trono di spade” e il problema con le profezie

di Vincent Baker (articolo apparso in origine sulla rivista Downtobaker). Molto è stato fatto, fin dal principio del “Trono di Spade” (“Game of Thrones” o GoT), sugli elementi posti in conflitto per la degna conclusione che si profilava: il maligno, la gelida crudeltà che striscia silenziosamente nelle lande di ghiaccio oltre la Barriera, e il fuoco che si innesca alto ovunque si guardi. Spettri dagli occhi azzurri che si risvegliano nei corpi di uomini morti tra le foreste del Nord; draghi in carne e ossa che nascono da uova di pietra nel cuore di una pira funebre, e le candele di vetro della perduta Valyria che avvampa di magia per la prima volta dopo cento anni. Per Melisandre, sacerdotessa del culto di R’hllor, vecchia di quattro secoli, tutto questo non era altro che la conferma che l...

La vita del papà degli Hobbit

di Roberto Genovesi (articolo comparso in origine su Downtobaker.com) Tradotto in oltre venticinque lingue e venduto in venti milioni di copie nel mondo, “Il Signore degli Anelli” è ormai considerato un caso letterario. Il successo di questo mastodontico volume, oltre 1.400 pagine, di John R.R. Tolkien ha permesso a tutti gli appassionati di fantasy di accedere al resto dell’opera tolkieniana. Oggi i libri del professore di Oxford fanno bella mostra in tutte le biblioteche dei veri conoscitori di letteratura fantastica. Molto si conosce dell’opera di Tolkien anche grazie al lavoro del figlio Christopher (scomparso di recente ndr) che negli ultimi anni ha concesso alle stampe una serie di racconti incompiuti e inediti del grande scrittore britannico, ma poco si conosce della sua figura. Un ...

L’imprevedibile resurrezione di Dungeons & Dragons

Articolo pubblicato in origine sulla webzine Downtobaker.com Lo psicologo clinico Jon Freeman si sentiva esausto. Trascorreva le proprie ore di lavoro in un ufficio aziendale di Manhattan, gestendo decine di assistenti ricercatori che sperimentavano prodotti farmaceutici su persone con disturbi d’ansia, di depressione e di insonnia. Nella ricerca disperata di un via di fuga, si accorse presto che sua figlia, spesso, non aveva nulla da fare dopo scuola. Come tutti i pomeriggi avrebbe raccolto il controller Nintendo Wii, sgusciando “in quel suo mondo di isolamento digitale,” come ricorda Freeman. Di tanto in tanto riusciva a richiamarla a un’esistenza più sociale attraverso l’utilizzo di giochi da tavolo. “Allora mi venne questa idea: perché non allargare l’espediente su di una scala più amp...

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