Ritorno a Mystara: i diari, i pensieri, il cuore degli eroi. | Classic Dungeons & Dragons | Forum

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Ritorno a Mystara: i diari, i pensieri, il cuore degli eroi.
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Maggio 4, 2006 - 11:58 am

Questo Topic servirà a fornirvi i documenti, gli indizi, i pensieri dei personaggi non giocanti della campagna. Anche particolari e indicativi pensieri dei personaggi giocanti saranno aggiunti. Non postate risposte o commenti, che verranno cancellati, per non far confusione ma usatelo come vademecum delle avventure.

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2
Maggio 4, 2006 - 12:01 pm

La Soglia, 01 Nuwmont, DI 1014

Sia V.stra Signoria all’Attenzione del Nobile Reclutamento nell’Illustrissimo e Gloriosissimo ORDINE DEL GRIFONE nel DI 1014 del Granducato di Karameikos, per la concessione esimia del Lucentissimo Patriarca di La Soglia Barone Sherlan Halaran e del Nobilissimo Gran Duca Stefano III.

Dati i gloriosi e noti raggiungimenti della nobile carriera Vostra, Siamo lieti di invitarVi all’affiliazione nel Nostro Gloriosissimo Ordine.

Aleena Halaran
Consorella, Ordne del Grifone

Sia dato il perseguire delle credenze della Chiesa di Karameikos nel modo che:
1) Gli atti di violenza, omicidio, furto, adulterio, il mentire ed il convivere senza essere sposati è peccato, questi peccati macchiano lo spirito del peccatore, e richiedono atti e cerimonie di purificazione (di severità diversa a seconda del peccato) per purificare lo spirito;
2) La mancanza di volontà di purificazione è un peccato di per sé, punibile con l’allontanamento dalla Chiesa con il risultato finale di rendere l’anima del peccatore non più purificabile;
3) Il ruolo di ciascuno nell’aldilà viene determinato dalla quantità di peccati compiuti al momento della morte;

L'ORDINE DEL GRIFONE

L'Ordine del Grifone, è un ordine militare della chiesa di Karameikos. Sia i chierici che i combattenti possono fare parte dell'Ordine. Appartenere all'Ordine è un fatto di grande prestigio per un guerriero o per un seguace della Chiesa; i suoi membri sono costantemente impegnati in compiti e missioni, a favore della Chiesa, della nazione e dell'uomo comune. Far parte dell'Ordine è un grande onore ed è per questo che ogni anno molti guerrieri e chierici tentano di accedervi. Gli aspiranti si presenteranno quindi a Lord Olliver Jowett, Patriarca di Specularum, e dichiareranno il loro devoto intento. Il Patriarca assegnerà gli aspiranti ad un membro dell'Ordine, che verificherà la loro capacità di combattimento, gli porrà delle domande per verificarne la conoscenza della dottrina della Chiesa e ne valuterà, non per ultimo, il carattere.
Per diventare un membro dell'Ordine del Grifone, ogni aspirante affiliato dovrà:
(1) Avere nobile e vigorosa capacità nell’Arte del Combattimento;
(2) Essere un devoto seguace della
Chiesa di Karameikos;
(3) Fare solenne giuramento di adempiere ai compiti dell'Ordine.

Queste sono le responsabilità di un membro dell'ordine:
(1) Dovrà, nelle sue possibilità, donare il 25% dei propri guadagni alla Chiesa per tutto il periodo durante il quale egli farà parte dell'Ordine.
(2) Dovrà obbedire ai dettami della Chiesa per ciò che riguarda i peccati e le purificazioni.
(3) Dovrà accettare le missioni ed i doveri assegnatoli dal capo della Chiesa o dai suoi superiori dell'Ordine;spesso missioni o compiti militari a favore dell'Ordine, del-
la Chiesa o della nazione.

Dato si, ogni Membro dell’Ordine potrà godere dei seguenti benefici
(1) Potrà chiedere asilo in qualunque chiesa di Karameikos;
(2)Volente del rispetto e della magistrale ammirazione di cui gode l'Ordine, Egli verrà trattato da tutti come se fosse un cavaliere, non importa quale sia il suo reale rango sociale; perciò potrà essere ospitato da nobili e partecipare alle loro missioni e compiti sociali;
(3) Godrà della fedele compagnia degli altri membri dell’Ordine, che diverranno fratelli consoni all’Onore indiscusso e reciproco;
(4) Porterà il sacro distintivo dell’Ordine che ne dichiarerà l’appartenenza;
(5) Potrà liberamente rassegnare le dimissioni in qualsiasi momento Egli lo desiderasse.

Nobilissimo Barone
Sherlan Halaran
Patriarca di La Soglia
Chiesa di Karameikos

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3
Maggio 4, 2006 - 12:03 pm

Dai diari di Lord Gavin di Sternmont:

Haven, 09 di Nuwmont, Anno 1014 Dopo l'Incoronazione

Solo nubi all’orizzonte. E quel grigiore tipico che si legge nei presagi più terribili. Sarà difficile nascondere la verità a lungo. Vorrei non suscitare panico fino a quando non avrò certezza di quello che sta accadendo nei villaggi elfici di Nord-Est.
Aspetto con ansia il ritorno di Elleryace. Quando manca mi sembra come se uno squarcio nelle mura potesse far spuntare un assassino da qualsiasi angolo della nostra Roccaforte.
Voci insistenti mi avvertono dello strano comportamento dei Siswa. Irrequieti, instabili. Da sempre miti e disposti ad aiutare ogni essere vivente, eppure da qualche tempo inavvicinabili.
Il guerriero e la chierica riposano ancora. Se lo meritano, dopo quello a cui sono stati sottoposti, ma era necessario. Che cos’è giusto, che cos’è sbagliato ora? Il loro cuore è puro e sarei davvero felice se volessero accettare i compiti che gli avrei riservato. Darei qualunque cosa per un po’ di vera lealtà. Per loro ho contattato l’Ordine del Grifone stesso che con grande onore e disposizione hanno accettato di buon grado di accoglierli tra le possenti braccia della congregazione. Sarebbe un grande onore anche per me avere a Corte uomini così nobili e valorosi sui quali poter contare.
Altri avventurieri hanno risposto al mio bando e fra qualche giorno dovrebbero arrivare da Karameikos, Kelvin e dalle foreste dei Cuorcontenti.
Qualcosa di oscuro si appresta a rinascere. Le società segrete e le gilde si stanno muovendo per non rimanere fuori dai giochi di potere e non mi sorprenderei di ritrovarmi una mattina con la gola squarciata da un qualche assassino della Società Velata.
Dove sei Bargle, infame figlio di Corvo? Ormai fai fatica a nascondere i tuoi coinvolgimenti nelle trame del maligno. Nemmeno uno scudiero da svezzare non rinuncerebbe a scommettere la propria vita sul fatto che sei abile a muovere i fili dell’ombra.
Ma non sei tu da solo, non potresti. Non sei ancora così potente da richiamare ai tuoi ordini uno solo dei Draghi Antichi.

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Maggio 4, 2006 - 12:04 pm

Haven, 15 Nuwmont, DI 1014

In appello al vostro onore e valore:

lo sono Rahasia, una giovane fanciulla di razza elfica. Nella nostra valle Hantu, ai piedi della Montagna Grigia, il nostro villaggio è vissuto in pace per molti anni. Gli alli robusti lavoravano quotidianamente nella foresta e quelli più giovani studiavano e pregavano nel tempio sulla montagna. Le nostre famiglie vivevano in pace... ma ora la pace non è più.
E accaduto tre settimane fa, quando, per la prima volta, è stato visto lo straniero, nomato El-Rahib. Era un uomo piacente, dalle spalle larghe. I suoi occhi profondamente incassati facevano balenare dei lampi e sembravano scrutare l'anima di chi gli si trovava di fronte. La sua voce era dolce e suadente e chiunque lo ascoltasse era quasi assolutamente indotto a dargli ragione. Ciò che il Rahib cercava era il permesso che solo mio padre poteva dare, ma mio padre si rifiutò.
Il giorno successivo il Rahib venne da me e si gettò ai miei piedi dicendo: "Rahasia. la tua bellezza è una leggenda in tutto il territorio, quasi quanto la ricchezza di tuo padre. Per averti io ho viaggiato molto ma tuo padre non si è mostrato gentile nei miei confronti. Egli mi ha rifiutato nonostante i doni e le ricchezze che ho portato con me. Sicuramente tu no rifiuterai di venire con me". Egli afferrò il mio braccio in una morsa di carne e muscoli - io urlai.

Mio padre mi sentì e in preda alla furia, si precipitò fuori di casa contro lo straniero. Velocemente e con decisione egli lo trascinò alle porte del villaggio e lo scaraventò fuori.
Lo straniero si gettò in ginocchio, come un comune mendicante, si afferrò alle mura del villaggio e pronunciò una maledizione così terribile che il cielo si oscurò ed i servi si coprirono le orecchie in preda al panico. Con voce profonda e possente, egli intonò un canto malvagio in una lingua sconosciuta.
Poi spari nella foresta. Sotto la guida di mio padre, il villaggio riconquistò la pace perduta. La visita dello straniero fu presto dimenticata così come la sua maledizione, almeno fino ad una settimana fa.
Un giorno, i giovani che studiavano al tempio ed i loro insegnanti non fecero più ritorno a casa. Le loro famiglie si preoccuparono e si recarono al tempio ma vennero scacciate dagli studenti, che sono conosciuti con il nome di Siswa.

Mio padre stesso, che a volte insegnava al tempio, si recò presso i Siswa per scoprire cosa fosse accaduto. Non è ancora ritornato.
Anche la ricchezza di mio padre è andata perduta. Penso che essa fosse conservata nei recessi più profondi del tempio. E’ difficile pensare che il tesoro sia stato rubato, poiché esso contiene dei pezzi unici che chiunque, vicino o lontano, non farebbe certo fatica a riconoscere. Ad esempio c'era una splendida anfora di marmo traslucido, ornata d'oro e di sei gioielli. C'erano anche due uccelli di platino, appoggiati su un drappo blu ricamato in oro, che erano in grado di cantare: essi rappresentavano la mia dote, senza la quale io non posso sposarmi. C'era anche un antico anello che incastonava una pietra di giada nera, compagno del ciondolo che mio padre portava al collo. Egli mi diceva sempre che chiunque possedesse entrambi i gioielli, aveva a disposizione un grande potere votato al bene.
Hasan, il mio promesso sposo, sapendo che la sua famiglia non gli avrebbe permesso di sposare una giovane priva di dole e preoccupato per la sorte di mio padre, decise di andare al tempio. Anch'egli non ha fatto ritorno.

Due giorni fa. il consiglio del villaggio ricevette un messaggio. Era da parte del Rahib. Egli asseriva che tutti i Siswa del tempio erano in preda ad un incantesimo che non sarebbe stato rotto finché il villaggio non gli avesse consegnato tre giovani fanciulle, tra le quali io stessa. Il concilio si rifiutò. La sera stessa i Siswa attaccarono il villaggio e rapirono due giovani fanciulle. Sylva e Mahnsa, ma io riuscii a fuggire.
Tutti gli abitanti del villaggio sono in preda alla disperazione, poiché molti di loro avevano dei figli Siswa. Alcuni mi hanno scongiurato di prestarmi allo scambio, ma io non oso poiché temo che egli abbia mentito e che mai cancellerà la maledizione gettata sui Siswa. Temo che, a meno che non veniamo aiutati, io non riuscirò più a vedere mio padre, Hasan e le mie amiche Sylva e Mahnsa.
Qualcuno deve salvarle e deve costringere il Rahib a cancellare la maledizione che grava sui Siswa. Chiunque ci aiuti verrà ben ricompensato in caso di successo. Senza aiuti non ho scelta: devo consegnarmi al Rahib e sperare che mantenga la sua parola, liberando gli altri.

Rahasia Vialyace-hle

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Maggio 4, 2006 - 12:05 pm

Tara si sentiva non poco confusa... i ricordi del passato non facevano che sfuggire, e quelle poche immagini che riusciva a richiamare alla mente erano prive di connessione fra loro, impedendole di aver una chiara visione d'insieme. Come abbozzi di paesaggio in mezzo a fitti banchi di nebbia, potenziali ricordi e immagini oniriche continuavano a fondersi e confondersi continuamente, lasciandola costantemente nel dubbio tra cosa fosse sogno e cosa realtà.
Aveva ripreso coscienza di sè da neppure un giorno, eppure questa ritrovata lucidità non faceva che confonderla ulteriormente... troppe cose non tornavano, troppi dettagli non coincidevano con quei pochi ricordi cui la sua mente si aggrappava affannatamente... la mente era un continuo campanello d'allarme, un forte invito a diffidare di tutti, anche del suo Signore... L'unico elemento ad avere ancora una qualche coerenza, ad essere ancora uguale a se stesso era quel burbero, impetuoso guerriero di Rain. Non erano sempre andati d'accordo e le loro filosofie di vita erano certo molto differenti, eppure adesso egli rappresentava l'unico appiglio che le restava per non perdere la ragione: una possente roccia di carne e muscoli su cui sapeva - o quantomeno sperava - di poter contare: aver affrontato, e superato, assieme pericoli mortali aveva finito comunque per creare un forte legame...
E ora forse se ne sarebbe potuto creare uno ancora nuovo, più forte, più puro... Se il messaggio dell'Ordine non era un altro brandello di sogno, di speranza mai espressa, le prospettive per il futuro erano le migliori che avesse mai osato pensare... Chissà...
Chissà cosa aveva in serbo per lei il fato, chissà se davvero quell'insolito elfo e quell'arguto uomo di scienza (...e di fede...) sarebbero diventati nuovi compagni di viaggio, chissà quali incontri, quali avventure avrebbero potuto spezzare il suo attuale velo di diffidenza e permetterle di abbassare la guardia...
Basta, far vagare a vuoto la mente su questo e quel cruccio non avrebbe portato a nulla. Le lezioni di comattimento stavano per iniziare e poteva essere un'ottima occasione per mettere alla prova quegli sconosciuti... in molti sensi.

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6
Giugno 1, 2006 - 3:26 pm

Tempio di Helya, 22 Nuwmont, DI 1014.

Che cosa è accaduto qui dentro? I fedeli di Helya non sono più gli stessi. Così aveva parlato la principessa di Hota-Hutan, figlia di Eldahal, e così è stato.
Sembrano guardare in faccia un demone che fruga tra i loro pensieri di fede.
Quello che mi spaventa di più è l'irruenza con cui stiamo conducendo questa missione.
Per ora siamo riusciti ad arrivare al piano inferiore ma già uno di noi, quello stolto e rumoroso nano, è morto contro una creatura spaventosa, fatta di pezzi d'osso e giunture d'acciaio. La sua mole era impressionante e le armi non fatate nulla avrebbero potuto contro le sue difese. Quale diavoleria fosse mai, solo ai maghi più potenti del nostro mondo è dato saperlo.
E' tutto strano. Soprattutto coloro che ci hanno mandato. Nonostante Lord Gavin abbia assicurato per loro, il cuore che portano nel petto sembra pavido e spesso l'insicurezza delle loro azioni prende il sopravvento sui nostri spostamenti.
Il mago sembra uno di quei bambini coi moccoli che si vedono nei mercati delle grandi città. Osserva e impara avidamente, tipico della loro specie. L'elfo dei boschi dell'ovest è sicuramente un cuorcontento del Graducato.
E' bella la sacerdotessa, è sembra conoscere da sempre l'uomo d'arme. Se non sapessi che è uno degli uomini delle coste lo scambierei per un orso di Altan Tepes. Quando Tara lo guarda per rassicurarlo come una sorella maggiore (anche se dev'essere più giovane di lui), il forzuto sembra sciogliersi come la neve del sud.
Ma non è tempo per le fiamme del cuore. Questa sala deve condurre da qualche parte.
Dove ti nascondi zampa di coniglio, dove sei Rahib?

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Giugno 18, 2006 - 1:37 pm

Tempio di Helya, 23 Nuwmont, DI 1014.

Ed egli apparve, proprio davanti ai miei occhi.

"Dalla mano del Rahib
qui sono stato abbattuto
e a lungo ho atteso
il vostro arrivo.

"Di Rahasia il dolore ho sentito
ma qui voi siete per risollevarla.

"A sud del labirinto è Hasan;
e chi di voi vi segue
il mio oro a nord si trova.
Un alleato nasconde l'antico draco di guardia
davanti al mio oro in attesa.

"Il Rahib è in vero un pedone;
un male peggiore giace più sotto.
La storia conosce il guardiano di pietra
che la via inferiore custodisce.

E così parlò. Riposa in pace Capomastro Bianco di Kota Hutan.

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8
Giugno 18, 2006 - 1:58 pm

Elen sila lumenn omentilmo Ular-Taman Lhe.

"Molte generazioni fa, un mago di nome Helya visitò il villaggio elfico di Kota Hutan. Egli chiese un posto dove vivere e poter studiare in pace e solitudine. Dato che il suo cuore era puro e rispettava gli elfi e le loro tradizioni, essi gli diedero un posto nella loro foresta dove egli costruì una torre imponente. Per molti anni gli elfi lo aiutarono ed egli li proteggeva e li istruiva, dato che le sue conoscenze generali e di magia erano molto vaste.
"La sua amicizia con Helya era stata tramandata di padre in figlio, finchè anche Helya divenne vecchio. Il disastro colpì. Tre orribili streghe attaccarono la sua torre. Esse cercavano una gemma magica posseduta da Helya - l'Occhio di Opale Nero - grazie alla quale il loro potere sarebbe cresciuto tanto da renderle invincibili.
"Nessuna delle streghe osò affrontare Helya singolarmente ed insieme erano molto potenti. Durante la feroce battaglia, esse evocarono una montagna grigia che schiacciasse Helya. Non appena la montagna si abbattè sulla sua torre, Helya trasportò le streghe al suo interno, dove le intrappolò. Sfortunatamente lo stesso Helya perì nella battaglia.
"In sua memoria gli elfi iniziarono la costruzione del tempio su quella montagna. Molti anni dopo, un gruppo di nani si diede da fare per ultimare la costruzione del tempio. Esso divenne un luogo di meditazione e conoscenza. Molti giovani elfi trascorrono un anno al tempio in qualità di studenti: essi sono conosciuti come i Siswa. Ora la montagna viene chiamata nella lingua comune Montagna Grigia.
"Io sono Ular-Taman, a guardia della via che conduce alla torre di Helya e temo che il Rahib abbia scoperto un'altra entrata... ".

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9
Giugno 25, 2006 - 12:35 pm

"Venite gente dei boschi qui riunite,
la storia della torre del mago sentite.
Una volta, tempo fa, in una età più giovane invero,
il mago Helya custodiva l'Opale Nero.

"L'Opale aumentava il magico potere,
ma la pietra facilmente si poteva vedere.
Tre streghe il loro potere volevano aumentare,
e fiamme e pietra sulla torre fecero rovinare.

"In un occhio del rettile gigante ciascuna strega intrappolò il mago,
ma senza l'Opale ciascuna visse nell'occhio del drago.
Quando Helya dalla pietra in fretta volò,
una montagna di granito mago e casa schiacciò.

"Attesero le streghe per l'incantesimo mai completato
tra vita e morte sospese finchè vorrà il fato
se le loro anime su grazie innocenti incomberanno,
la loro vendetta colpirà chiunque incontreranno".

Boves se pareba
alba pratalia araba
et albo versorio teneba
et negro semen seminaba.

"Io sono Copiavento".

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10
Luglio 14, 2006 - 1:12 pm

"... come incisa da un pugnale nel granito violaceo. Differiva di poco dalle rune che ci eravamo lasciati alle spalle. Le informazioni nella testa cominciavamo a girarmi vorticosamente, Helya sembrava sfidarci, condurci alla disfatta, eppure avvertirci in modo univoco dei pericoli. Di ciò che contava e di ciò che non contava... ".

A AGED GLINT HILTS TROLLS TOT

"... una cosa almeno avevo imparato dai rozzi scavatori nani. Quando davanti agli occhi ti si offre una distesa d'oro, non raggiungerla mai dall'entrata principale... ".

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11
Luglio 21, 2006 - 10:14 am

Haven, 30 di Nuwmont, DI 1014

"Ed egli emerse in tutto il suo splendore. Al collo la meravigliosa gemma nera di opale. Braccia possenti e postura degna della sua nobiltà e antichità, Ular-Taman apparve dinnanzi a noi. Il nemico che ci fu contro, fatto di essenza atroce, esplose di luce e sangue e orripilante sofferenza dinnanzi all’antico. E fu pace e poi oscurità. E poi di nuovo luce rosso sangue e urla, distanti, lontane. Forse solo immaginate, mentre vedevo i miei compagni soccombere alla furia finale della strega.
L’ultima cosa che vidi, prima di aver chiusi gli occhi dal torpore e dal sangue che mi scendeva dalla fronte, fu il corpo esile di Rahasia, stretto tra le braccia del suo antico protettore.
Ella sacrificò se stessa per salvarci e salvare la sua gente. Col sacro sangue elfico che scorreva nelle sue vene e tutta la sua bellezza fu poi solo cenere e leggenda.
Come corpo morto, eppure lieta nella consapevolezza di aver compiuto l’unico sacrificio plausibile, quasi conoscesse già il suo destino.
Nulla avremmo potuto da soli, contro la forza maligna delle tre arpìe scagliateci contro in un sol essere. Quale forza oscura le avesse liberate e riunite rimane ancora un mistero.
Tradimento, forse! E tutto il sangue versato inutilmente sulle scure pietre del Sacro Tempio di Helya. E ciò che sarebbe dovuto essere festa, trionfo e giubilo fu solo veglia funebre nella notte fredda di Kota-Hutan.
Il vento, il sole e le fresche brezze delle coste porteranno per il resto dei tempi la novella della nobile vita di quell’immensa gloria fatta creatura che fu detta “Oio naa elealla alassé”, principessa Rahasia, che alla sola vista faceva tremare i cuori dei puri.
Ma ancor più salda nella mia mente forse, resterà la leggenda del principe triste Hasan, quand’egli fu chiamato “Aa’menealle nauva calen ar’”: il dolce pianto eterno".

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12
Agosto 5, 2006 - 12:56 pm

Non c'è bianco senza nero. Non c'è amore senza odio. Non c'è vita senza morte. L'estasi e poi subito tormento.

“Che cosa ti spaventa di più sacerdotessa dei boschi?? La paura dell’ignoto o la paura di ciò che ti viene svelato. Avere paura è proprio degli esseri viventi e sebbene serva a sopravvivere il più delle volte è lo strumento della sottomissione dei deboli. Ti senti debole??
Io sono la voce delle tue paure, perché le dolci lacrime di Hasan non sono ancora state asciugate eppure già una nuova ombra intralcia il tuo destino. Tu avrai il coraggio di affrontarla a meno che non provenga da te stessa un’ombra più scura. E seguirai il cammino già scritto che nessuno ha mai scritto, c’è ma nessuno conosce. La forza è dentro il tuo spirito Tara, segui la forza che ti da la paura.”

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13
Agosto 5, 2006 - 12:58 pm

"23 di Vatermont, dell’anno 1014 dopo l’Incoronazione.
Un mese è passato e non riesco a dimenticare il nostro fallimento. Le dolci spoglie di Rahasia ora giacciono nel giardino di Thendara. Loro non sanno quanto piangerà il mio cuore.
Dolce sorella avrei dato la mia vita se avessi potuto.
Pyotr mi invia i suoi messaggeri. Sembra che le incursioni dei predoni del nord siano sempre più numerose. Strane voci dicono di un coinvolgimento della Maledetta Baronia dell’Aquila Nera. Golthar, in quanti vi presenterete allo scontro finale, luridi conigli. Che cosa stai cercando??
Maledetti! Anche se fossero 5000; che vengano pure!”

Lord gavin di Sternmont

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14
Gennaio 14, 2007 - 11:49 am

Il dialogo.

- “Machack-ta, lo sai qual è lo scopo di Sirthay? Egli vuole essere il Supremo. E ha promesso la vita eterna a tutti i suoi servitori più fedeli. L’ombra della terza ora coprirà tutta Mystara una volta conosciuta l’ira del nostro padrone.
Tu una volta sei stato debole, insignificante, un misero essere uguale ad altri esseri. Mosche. Moscerini, poco più inutili di uno stigeo atrofico.
Così Sirthay ti ha scelto e ha fatto di te il suo campione. Ed ora sei più forte, migliore. Senti il potere che scorre dentro di te.
Piccole luci a levante tentano invano di penetrare le nubi dell’immensa oscurità che Egli farà calare.
Vai Machack-ta e uccidi coloro che aiutano il Granduca a difendersi. Stermina coloro che si opporranno e conquista per me Karameikos!”

- “Si. Mio signore”.

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15
Gennaio 31, 2007 - 10:56 am

L'antro nascosto di Ixhalexhamothdanassìr.

"Se li prendi tutti ne hai Nove.
Uccidi l’ultimo e te ne rimarranno solo Sei.
E il primo che uccide gli altri, non può far niente a Cinque".

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16
Gennaio 31, 2007 - 11:06 am

Il Granducato di Karameikos - Storia Contemporanea

Nell'anno 970 il Duca Stefano Karameikos III di Machetos, deciso a sfidare le proprie capacità di organizzare e governare un regno personale, scambiò con l’imperatore di Thyatis le sue terre più ricche per il dominio su Traladara, e una ampia garanzia di autonomia. Nacque così il Granducato di Karameikos.
Appena il Duca Stefano prese il potere fu costretto a reprimere nel sangue una ribellione, nata nel Feudo di Marilenev. Dopo questo episodio il Duca fece in modo di trovare un accordo con i nobili Thyatiani che controllavano il vecchio territorio di Traladara. Nei primi anni il governo del Duca Stefano ottenne risultati altalenanti; vari nobili Thyatiani che avevano giurato fedeltà a Duca si dimostrarono persone senza scrupoli interessate solo a ricavare dalle terre di Traladara vantaggi personali. Il peggiore di questi fu un cugino di Stefano Karameikos, il Barone Ludwig “Aquila Nera’’ Hendriks. Il Duca Stefano invece, con il trascorrere del tempo, si dimostrò saggio amministratore: avviò la costruzione di strade per permettere il collegamento della capitale ai villaggi più distanti, considerando le strade l'ossatura di una vera nazione. Costituì un esercito composto da Traladariani, immigrati Thyatiani e anche guarnigioni di elfi Callarii, per proteggere il Granducato. Iniziò così il lungo e difficile processo di trasformazione delle terre dei Traladara, composte per lo più da villaggi isolati e in competizione fra di loro, in una vera e propria nazione forte dei propri commerci.

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17
Febbraio 1, 2007 - 10:26 pm

Gli anni bui
L‘epoca di Re Halav venne chiamata l‘Età d’Oro dei Traldar e terminò con la guerra contro gli Uomini-Bestia. Iniziò allora un’epoca oscura... le tribù Traldar vivevano isolate tra di loro e in povertà, anche se vari villaggi erano sopravvissuti alle devastazioni della guerra. Pian piano si instaurarono rapporti commerciali con le genti di Minrothad e Thyatis. Purtroppo gruppi di vampiri, licantropi, bande di goblin, hobgoblin e orchi, approfittando della debolezza delle tribù umane, si installarono nelle foreste e sulle montagne della regione. I movimenti fra i villaggi dell'entroterra divennero poco sicuri e solo i mercanti più coraggiosi affrontarono il rischio di raggiungerli. Così, mentre le città sulla costa un pò per volta ripresero vigore, i villaggi nei territori interni rimasero isolati e arretrati. Altre comunità presero a risiedere in Traladara: Elfi, Nani, Gnomi. Gli Elfi occuparono le foreste centrali, mentre gli Gnomi e i Nani scelsero pendici dei monti settentrionali. Le varie razze instaurarono vantaggiosi commerci con gli umani e si unirono a loro nella lotta contro le razze ostili.

Traladara verso l'anno 1000
Nel 900 circa la città di Marilenev, sviluppatasi alla foce del fiume Volaga, divenne la più importante di Traladara. Il commercio vi fioriva: pellicce e manufatti venivano scambiate con armi, vini, liquori e altri generi di consumo. Fu in questo periodo che le vicine nazioni di Darokin e Thyatis iniziarono a guardare a Traladara come un territorio appetibile. Traladara era facile da conquistare, priva come era di fatto per la sua disorganizzazione, di linee di difesa ai confini. L'Impero di Thyatis inviò un contingente militare a prendere Marilenev e rivendicò il diritto di sovranità sull’intero territorio. Darokin reagì fortificando i confini. Pur avendo conquistato il dominio di Traladara, Thyatis fece però assai poco per garantirne la sicurezza. Installò una guarnigione a Marilenev, che fu ribattezzata Specularum (la Città Specchio) a causa dell’affascinante bellezza della sua baia.
Il resto del territorio fu invece lasciato a se stesso. Le comunità più isolate non vennero minimamente toccate dalla “conquista”. L’arrivo dei Thyatiani, pur introdicendo nuove tasse, favorì alla lunga i commerci, anche attraverso un aumento delle domanda interna di generi di consumo.

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